Grecia Canarie, una piccola Odissea al tempo del Covid

Partiti dall’antico regno di Itaca il 21 novembre 2019 diretti verso le Canarie attraverso le terre Calabre e la Sicilia, ma, la Sardegna e il fato si sono posti di mezzo scompigliando ogni programma.

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Storia di un testimone

Trasferimento di un Jeanneau Gin Fizz 40 da Carloforte a Cagliari con l’aiuto del maestrale.

cambiando le cime del lazy jack

Mirco prese la patente nautica a 25 anni, mosso dalla curiosità per gli elementi, la natura, la forza del vento. Ma poi, come talvolta accade, la vita lo ha condotto attraverso vari percorsi non sempre convergenti con quello della vela. Sebbene il windsurf lo tenesse in contatto con il mare e il vento, la volontà di navigare non sembrava trovare un modo appropriato per imporsi.

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Quando le pietre cantano

A Cagliari parlano le mura. Per il visitatore straniero, sono molto più eloquenti degli stessi sardi, non molto portati alle chiacchiere fortuite. Un buona parte delle scritte con bombolette spray in città sono manifestazioni di amore, infatti si potrebbero dire di amore all’amore stesso, come una orgogliosa dichiarazione di un principio di vita. Uno cammina attraverso la città tra sguardi elusivi e improvvisamente si trova faccia a faccia con una pietra che parla a cuore aperto e ti brucia l’anima.

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Sardegna terra della pietra.

Non appena il mare e il vento ci hanno spinto contro quest’isola, la sua solidità ha sedotto i nostri spiriti. Sarebbe stato l’inverno a richiedere terra, riparo, calore, il raccoglimento dell’abbraccio della baia offerto da Cagliari? La prima giustificazione è stato il maestrale, nel porto sono stati registrati punte di 70 nodi, in 15 anni solo tre volte. Ha colpito rigorosamente la costa naufragando un mercantile a Sant’Antioco, rendendo impossibile per i pescatori lavorare durante il periodo natalizio, aprendo anche un’anello di tenuta del nostro ormeggio di poppa.

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Tra Sicilia e Baleari c'è di mezzo la Sardegna

Le previsioni ci danno una tregua di almeno due giorni, forse tre se combiniamo bene i tempi di partenza e di arrivo. Diventiamo ambiziosi: se riusciremo a raggiungere una media di almeno 6 nodi saremo in grado di arrivare direttamente alle Isole Baleari. Sì, perché no? Lasceremo San Vito, la Sicilia e l’Italia. Facciamo scorta di olio, parmigiano e un paio di altri tesori. Siamo pronti, andiamo alle Isole Baleari, sono tre giorni di attraversamento, l’ultimo probabilmente con la pioggia ma le Isole Canarie ci compenseranno con i suoi caldi giorni di eterna primavera.

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Sicilia orizzontale e verticale.

Milazzo si prende cura del nostro riposo. Il suo grande castello ci guarda dall’alto, solo i pescatori camminano attraverso i pontili galleggianti. Continua a leggere “Sicilia orizzontale e verticale.”

Lasciamo Roccella alle spalle, con una pedata

Sì, Roccella ci aveva fatto aspettare, disperare, dubitare … ma quando le cose sembrano andare a rotoli, chissà se effettivamente si stanno riposizionando? Chissà, se l’ago del giradischi non salta semplicemente per suonare la canzone giusta? Non più una canzone, ma un intero concerto è iniziato quel giovedì a mezzanotte, un recital di 16 ore, oltre 118 miglia. Continua a leggere “Lasciamo Roccella alle spalle, con una pedata”

Il mago Gattuso ci apre la porta del Tirreno

Ci svegliamo all’alba e ci dirigiamo verso Capo Spartivento, con l’intenzione di proseguire la traversata. Dopo una decina di miglia il motore inizia a lamentarsi con uno strano tremore, presto un fumo bianco conferma l’aborto della missione. In assenza di altri porti nell’area meridionale della Calabria, Pathfinder ci riporta a Roccella. Non senza preoccupazioni iniziano le possibili diagnosi. Forse il serbatoio del biodiesel ha generato alcuni batteri, che crescono come alghe, intasano le viscere della barca. Quindi procediamo a lavare lo stomaco. Fortunatamente, un cimitero di barche sequestrate, usate per trasporto di immigrati clandestini, ci fà trovare un grande serbatoio da 300 litri, con tutta la pazienza che abbiamo, laviamo per bene il serbatoio e svuotiamo il nostro diesel e ci accorgiamo, paradossalmente senza sollievo, che è pulito e che non è questo il problema. Cosa succede alla barca allora? Continua a leggere “Il mago Gattuso ci apre la porta del Tirreno”

Prima tappa 210 nm

Partiti da Sami (Cefalonia) alle 11,30 del 21/11, abbiamo percorso con mare e vento contrario (massimo 10 nodi) a motore, aiutati dalla randa per buona parte, rotta su Roccella Ionica (Calabria). Siamo arrivati il 23/11 alle 01.00 ormeggiando sulla banchina del distributore di benzina per poi prendere alla mattina successiva posto nel marina. Qui abbiamo scoperto con grande sorpresa una bella comunità di velisti che svernano a Roccella senza farsi mancare niente: lezioni di yoga, barbecue, al quale siamo stati invitati prontamente da John e sua moglie dove ci siamo presentati con un fantastico tzatziki recuperando le provviste greche. Continua a leggere “Prima tappa 210 nm”

Trasferimento Bavaria 34 da San Giorgio di Nogaro a Porto San Giorgio

Anche quest’anno abbiamo trasferito una barca per l’amico Elio di Porto San Giorgio. Partiti dal marina di San Giorgio di Nogaro (Friuli), uso il plurale perchè questa volta sono in compagnia del giovane Sebastian, verso le 12,30 di venerdi 9 novembre, siamo arrivati a Porto San Giorgio sabato verso le 14,30. Continua a leggere “Trasferimento Bavaria 34 da San Giorgio di Nogaro a Porto San Giorgio”